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Una visita a Sovana

Situata nel comune di Sorano, a pochi kilometri dai resti etruschi e nel cuore dell’Area del Tufo, Sovana è un borgo dalle caratteristiche del tutto particolari e affascina con il suo centro storico tutti i turisti che decidono di esplorare le bellezze della Maremma. Così come gli altri paesi vicini, Sovana ha spesso cambiato, nel corso della sua storia, controllo passando sotto le famiglie degli Aldobrandeschi, degli Orsini e dei Medici.
Il fatto di essere stata per secoli sede vescovile ha portato alla piccola frazione un gran numero di edifici religiosi interessanti e dalle architetture rilevanti, essenzialmente medievali e rinascimentali. Un esempio è il Duomo, dedicato ai Santi Pietro e Paolo e costruito intorno all’VII-IX secolo, con alle spalle, quindi, una storia più che millenaria: decisiva è però la ricostruzione del XIII secolo che conferisce all’edificio il definitivo aspetto romanico. Al suo interno, sono di rilevanza artistica e architettonica la cripta di pietra tufacea a sei colonne, che ospita, in un sarcofago quattrocentesco, alcune ossa di San Mamiliano, una fonte battesimale rinascimentale, un’acquasantiera e ciò che rimane di alcuni affreschi ormai quasi del tutto scomparsi. Il Duomo, comunque, non l’edifico più antico del paese: vi è infatti la Chiesa di San Mamiliano, ad un’unica navata ma doppio abside,che dovrebbe risalire addirittura al VI secolo e che ha consegnato agli studiosi, dopo recenti restauri, anche un tesoro di monete d’oro del V secolo.
Proprio affianco al Duomo è collocato il Palazzo Vescovile, dalla forma rettangolare e con una piccola struttura muraria al suo esterno. Residenza vescovile fino alla fine ‘700, ha poi svolto la funzione di canonica dei parroci, grazie anche alla possibilità di accedere direttamente alla cattedrale. Altro edificio religioso degno di nota è la Chiesa di Santa Maria Maggiore che esprime, con la sua architettura, l’appartenenza al periodo di transizione tra il romanico e il gotico. Divisa in tre navate, ospita al suo interno un preziosissimo ciborio in marmo che rappresenta uno dei rari esemplari, in Toscana, di arte preromanica.
Venendo alle costruzioni militari, come in ogni altro paese passato sotto il dominio Aldabrandesco, anche a Sovana troviamo una Rocca ad oggi, però, ridotta in ruderi, seppur ben conservati. La mura, che circondano quello che è stato il castello dei Signori di Sovana, poggiano sulle preesistenti etrusche e rivelano interventi tanto in epoca medievale quanto in epoca rinascimentale.
Uno sguardo, poi, anche ai due palazzi più affascinanti del centro, ovvero il Palazzo dell’Archivio e il Palazzo Pretorio. Quanto al primo occorre specificare che porta questo nome dal ‘600 quando, appunto, iniziò ad ospitare l’archivio del paese: il suo aspetto attuale lo si deve a interventi scaglionati nel tempo e in particolare ad una ristrutturazione quattrocentesca che intervenne sulla struttura originale del 1200, al posizionamento dell’orologio a fine ‘500 e alla costruzione del campanile in epoca seicentesca. Per quanto riguarda il palazzo Pretorio, quello che colpisce sono sicuramente i nove stemmi presenti sulla facciata che rappresentano i capitani del popolo e i commissari che in passato lì hanno svolto il loro compito. Oggi la sua funzione è quella di ospitare il centro visite del parco Archeologico del Tufo e il centro di documentazione del territorio sovanese.
Infine, una citazione anche per la Loggia del Capitano, particolare per le sue due aperture, una su ciascun lato che dà sulla piazza, e addossata al Palazzo Pretorio, e per il palazzo Bourbon Dal Monte, voluto dalla famiglia del vescovo Bourbon nella seconda metà del cinquecento.

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