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Un giro a Semproniano

Posizionato tra l’area del Fiora e dell’Albegna e il Monte Amiata, il paese di Semproniano deve il suo nome alla romana Gens Sempronia, anche se non mancano resti etruschi nei dintorni. Il suo percorso storico, poi, almeno a livello di attestazioni, inizia poco prima dell’anno mille con gli Aldobrandeschi che lo hanno inserito nei loro numerosi possedimenti nelle zone dell’odierna provincia di Grosseto. Saranno i Senesi prima, e il Granducatodi Toscana poi, a governare il paese, passato anche sotto il dominio, seppur breve, degli Spagnoli.
Anche a Semproniano, visto i Signori che più a lungo l’hanno posseduta, è presente una Rocca Aldobrandesca di cui però oggi rimangono essenzialmente i ruderi: i primi danni alla struttura cominciarono nel momento della conquista senese e continuarono, fatta eccezione per un periodo di riqualificazione a fine quattrocento, con gli Spagnoli che non ne curarono l’aspetto e la lasciarono a se stessa. Lo stesso vale per la cinta muraria che più il degrado ha dovuto sopportare la costruzione di edifici che hanno finito per inglobarla. Ad oggi è ancora possibile vedere come parte del suo perimetro ellittico costituisca effettivamente le parete esterne di alcuni edifici del centro storico.
Il centro del potere del paese era in tempi antichi ovviamente concentrato nella Rocca, ma non per questo mancano edifici civili come il Palazzo civico e il Palazzo del Vicario mediceo che hanno rappresentato, anche in tempi successivi, il governo.
Interessanti sono anche gli edifici religiosi, come ad esempio la Pieve dei santi Vincenzo e Anastasio, di origine medievale e dal gusto romanico-gotico come testimonia il materiale utilizzato per la costruzione e la facciata, d’ispirazione romanica, e le monofore delle pareti della navata, più orientate sul gotico. Il campanile completa la costruzione che conserva anche un dipinto seicentesco "Madonna con Sant'Antonio abate, Santa Lucia ed il pievano con il mostro dei Vignacci”, ispirato alla leggenda di un uomo che uccise un mostro della zona.
Restaurata di recente è la Chiesa di santa Croce, costruita nel XII secolo ma con un portale della fine dell’800 e un interno tipicamente neogotico, come suggerito dalle fasce orizzontali bianche e nere delle pareti. Particolarità della chiesa è il Crocifisso ligneo conservato al suo interno e che ogni 25 anni viene onorato con dei festeggiamenti.
Per finire, da segnalare è l’Oratorio di San Rocco, un edificio al limite tra il sacro e il militare, posizionato nella parte moderna del paese, con una vecchia destinazione ad oratorio, modificata il secolo scorso a monumento ai caduti della Prima guerra mondiale.

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