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Tra le rupi di Roccalbegna

Uno dei paesi più particolari della Provincia di Grosseto, situato nella parte più settentrionale della zona delle Colline dell'Albegna e del Fiora, è senz’altro Roccalbegna che deve il suo nome al fiume che scorre nel proprio territorio comunale e che deve la sua particolarità alla due rupi, ripide e suggestive, tra cui si trova posizionato.
Proprio le due rupi ospitano anche due delle fortificazioni del paese, ovvero la Rocca Aldobrandesca e il Cassero Senese. Quanto alla Rocca, oggi è costituita per la maggior parte da ruderi che rivelano la sua vecchia struttura , in pietra ed adattata alla conformazione del territorio, ma un tempo (la sua costruzione risale all’epoca medievale), soprattutto sotto gli Aldobrandeschi, era fondamentale per l’assetto difensivo della zona. La vicinanza del Cassero, a cui molto spesso i vari padroni hanno attribuito maggiore importanza, è stata una delle cause del suo progressivo abbandono. Anche lo stesso Cassero, comunque, già in epoca cinquecentesca ha cominciato ad essere maggiormente utilizzato per scopi abitativi più che militari, nonostante la sua posizione adatta per le vedette. A completare le fortificazioni del paese, ci sono le mura, con porte e torri di cui oggi rimane la Porta di Maremma, posizionata a Sud (la Porta di montagna, diretta verso Nord, è stata demolita) e tre torri, di cui una resa più bassa e notevolmente ritoccata.
Passando alle costruzioni a scopo religioso, degna di nota è certamente la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nata come edificio in stile romanico-gotico (come dimostra la facciata dotata di grande portale e rosone) e modificata in epoca successiva. La sua importanza risiede anche in ciò che ospita al suo interno, ovvero un'acquasantiera rinascimentale, uno stendardo risalente al movimento del Viva Maria del 1799, una nicchia affrescata, un crocifisso ligneo e soprattutto tre tavole, nei pressi dell’altare maggiore, con la Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo, parti di un polittico smembrato di Ambrogio Lorenzetti.
Semplice ma caratteristica è la chiesa della Madonna del Soccorso, probabilmente di datazione intorno al XV secolo: a pianta rettangolare, accompagna alla facciata a capanna con portale architravato, anche un abside e un campanile a vela. Precedente (siamo intorno al ‘300) è l’Oratorio del Santissimo Crocifisso in cui è conservato un Crocifisso attribuito a Luca di Tommè e tre dipinti di Francesco Nasini.
Tra le architetture civili, oltre al Palazzo Comunale, al Palazzo Bichi Ruspoli e al Palazzo della Lana, occorre citare il castello della Triana, situato nell’omonima frazione, poco distante da Roccalbegna stessa. Già nel 760 si hanno notizie di questa costruzione, anche se è con gli Aldobrandeschi che si attesta con ufficialità la sua esistenza, con la sua funzione principale di abitazione rurale per i vari Singori che l’hanno posseduta. Una cinta muraria circonda l’antico castello e si apre in corrispondenza di una sola porta di accesso; un torrione e due fabbricati nel cortile completano la struttura. Ma la particolarità sta nella Cappella della Madonna di Loreto che troviamo al suo interno e che risale alla metà del XVII secolo. Sull'altare è presente una tela con la Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Caterina da Siena, di origine cinque-seicentesca d’ambiente senese .

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