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Il borgo di Campagnatico

Situato su un colle non molto distante da Grosseto, Campagnatico è certamente un borgo molto interessante per chi passa del tempo in Maremma e vuole riscoprirne gli angoli più deliziosi.
Già nel X secolo si hanno notizie della sue esistenza, anche se solo come possesso dell’Abbazia del San Salvatore al Monte Amiata, da cui passò nelle mani degli Aldobrandeschi che dominavano praticamente tutta l’odierna zona grossetana. Il passaggio al Granducato di Toscana avvenne attraverso la dominazione senese che, come citato anche da Dante, fu decretata dall’uccisione di Omberto Aldobrandeschi.
Le architetture religiose rivelano l’antichità del paese, con chiese in stili diversi ma comunque legati al Medioevo. La chiesa di Santa Maria della Misericordia risale almeno al 1188 e presenta una facciata a capanna e una pianta a croce latina, con un transetto, un abside ed un campanile, oltre ad affreschi del Trecento e del Quattrocento che decorano la parte interna. Di poco successiva è la Pieve di San Giovanni battista che racchiude perfettamente in sé il passaggio dal romanico al gotico, con elementi evidentemente ricollegati a quest’ultimo stile, come ad esempio gli archi a sesto acuto delle cappelle laterali o le finestre dell’abside. Il campanile, infine, non è altro che una delle torri del sistema difensivo del borgo, adibita, appunto, a funzione religiosa. Particolare è inoltre la Chiesa di Sant’Antonio Abate che vanta una facciata unica nel suo genere in queste zone, costituita da un portale affiancato da due entrate laterale e un finestrone centrale di forma rettangolare.
Abbiamo già accennato ad un sistema difensivo del paese ma occorre ora citarne le mura, risalenti ai secoli XII-XIII e che ancora oggi circondano praticamente in modo completo il borgo. Compredono anche la fortificazione della rocca aldobrandesca che, a pianta quadrata, domina, dalla sua posizione strategica, l’intero spazio abitato, grazie anche alle finestre presenti, a varie altezza, sulla sua struttura.
Una citazione infine per la fontana in ghisa, di epoca ottocentesca, e per il pozzo-cisterna, che raccoglieva e distribuiva l’acqua all’intera zona, che completano il quadro di un paese veramente d’altri tempi.

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